Livelli massimi di residui

L'impiego di sostanze attive nei prodotti fitosanitari è uno dei metodi più comuni di protezione delle colture dall'azione degli organismi nocivi.

L'impiego di tali sostante può tuttavia comportare la presenza di residui nei prodotti trattati, negli animali nutriti con tali prodotti, e nel miele prodotto da api esposte a tali sostanze (un indagine svolta dalla Boston University ha riscontrato la presenza di glifosato nel 45% del miele biologico analizzato).

Ai sensi della direttiva 91/414/CEE, del 15 luglio del 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, occorrerebbe dare la priorità alla salute pubblica, rispetto agli interessi di protezione dei vegetali, per cui è necessario far sì che, tali residui non siano presenti a livelli tali da comportare rischi inaccettabili per l'uomo e, se del caso, per gli animali.

E' altresì importante portare avanti i lavori intesi a mettere a punto una metodologia per tenere conto degli effetti cumulativi sulla salute umana di queste sostanze.

A tal fine nel 1976 la direttiva 76/895/CEE fissava le quantità massime di residui di antiparassitari sugli e negli ortofrutticoli, seguita nel 1986 dalla direttiva 86/362/CEE che fissava le quantità massime consentite sui e nei cereali.

Tali direttive nel corso degli anni sono state modifica più volte in modo sostanziale.

Per ultimo il regolamento (UE) 293/2013 del 20 marzo 2013 che modifica il livelli massimi di residuo di glifosato in o su determinati prodotti.

Livelli massimi di residui di pesticidi negli alimenti (LMR)

I livelli massimi di residui (LMR) sono le soglie superiori di residui di pesticidi ammessi per legge all'interno o sulla superficie di alimenti o mangimi, livelli che vengono derivati dopo una valutazione completa delle proprietà della sostanza e della destinazione d'uso del pesticida.

I limiti massimi di residui sono espressi in mg di sostanza attiva per kg di prodotto vegetale.

Come si potrà meglio evincere dal regolamento (UE) 293/2013 sulla maggior parte dei vegetali è stato fissato un (LMR) per la sostanza glifosato pari a 0,1 mg per kg di prodotto.

Diverso è per alcuni cereali ed arboree dove questi limiti sono più alti come ad esempio per mandarini, arance ed uva dove il limite passa a 0,5 mg/kg, olive da olio dove il limite e di 1 mg/kg;

grano e segale dove il limite è di 10 mg/kg o avena orzo dove il limite arriva a 20 mg/kg di sostanza attiva.

Dose acuta di riferimento (DAR)

Una (DAR) dose acuta di riferimento è il quantitativo stimato di una sostanza chimica in un alimento, espressa in rapporto al peso corporeo, che può essere ingerito nell'arco di un breve lasso di tempo, di solito un pasto o un giorno, senza comportare rischi per la salute.

Un gruppo di esperti, formato da scienziati EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e rappresentanti di organismi di valutazione del rischio degli Stati membri dell'UE, ha stabilito una dose acuta di riferimento per il glifosato pari a 0,5 mg di sostanza per kg di peso corporeo.

Dose giornaliera accettabile (DGA)

La dose giornaliera accettabile (DGA), equivalente dell'inglese (ADI), rappresenta la quantità tollerabile di una sostanza che un uomo, in base al suo peso, può assumere giornalmente e per tutta la vita senza effetti avversi, riconoscibili secondo lo stato attuale delle conoscenze;

fissata in 0,5 mg per kg di peso corporeo, in linea con la dose acuta di riferimento.